Author: Patrycja Stasiak
E-mail: patrizia.stasiak@gmail.com
Institution: Uniwersytet Warszawski
Year of publication: 2015
Source: Show
Pages: 163-177
DOI Address: https://doi.org/10.15804/IW.2015.06.10
PDF: iw/06/iw610.pdf

ITALY IN THE EYES OF THE YOUNG. THE ITALIAN WORKING CONDITIONS OF THE LAST TWENTY YEARS AS RENDERED IN LITERATURE

This paper examines how the working conditions in Italy are represented in the literature of the last 20 years written by young authors, from the 1990s and the beginnings of Postmodernism’s influence on young people, up to the new century and its relative propensity for risk-taking. this article examines the changes that have occurred to society and its needs; emphasis is placed on the evolution of legal regulations and on the creation of the new literary topos, such as the call centre—a contemporary non-place of the precariat. In this article, much attention is paid to the necessity of writing as a method of capturing the reality, or simply as a way of making a living. the aforementioned issue, which is highly topical, became the subject of numerous novels written by the young and often unemployed. especially in recent years, this literary protest emerged to condemn flexible employment contracts. It is worthwhile to mention the following recent works related to these issues: Il Mondo Deve Sapere (Murgia) and Generazione Mille Euro (Incorvaia, Rimassa), as well as the classic Tutti Giù per Terra (Culicchia). the literary aspects of this essay are enriched by the theories of zygmunt Bauman, Richard Sennett, Ulrich Beck and Anthony Giddens to give an overall picture of the contemporary work conditions of the young, combining theory with real experiences.

L’articolo tratta della rappresentazione nella letteratura della condizione lavorativa in Italia degli ultimi venti anni da parte dei giovani scrittori. Dal 1990 e dall’inizio dell’influenza del postmoderno sui giovani, fino al nuovo secolo e alla relativa propensione al rischio, l’articolo esamina il cambiamento della società e dei suoi bisogni. L’accento viene posto sull’evoluzione delle norme legali e sull’evoluzione di un nuovo topos letterario, legato al call center, un contemporaneo nonluogo della precarietà. Nel presente lavoro l’attenzione viene posta sul bisogno della scrittura, come rappresentazione della realtà, ma anche come metodo di guadagno per i giovani. Questo problema, di grande attualità, è diventato il tema di numerosi romanzi, scritti da giovani spesso disoccupati. Specialmente negli ultimi anni è possibile notare questa protesta contro i contratti di lavoro flessibili. Vale la pena menzionare i recenti Il mondo deve sapere (Murgia), Generazione mille euro (Incorvaia, Rimassa), ma anche l’ormai classico Tutti giù per terra (Culicchia). L’aspetto letterario è stato arricchito dalle teorie dei più importanti sociologi di questa materia, come zygmunt Bauman, Richard Sennett, Ulrich Beck o Anthony Giddens per offrire un quadro d’insieme della contemporanea condizione lavorativa dei giovani, unendo la teoria a reali esperienze. Parole chiave: call center, contratti flessibili, postmoderno, precariato, giovani scrittori

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