Norma interiorizzata e uso: un’indagine preliminare su parlanti italiani

Author: Fabio Romanini
Institution: Università di Trieste
Author: Stefano Ondelli
Institution: Università di Trieste
Year of publication: 2018
Source: Show
Pages: 185-207
DOI Address: https://doi.org/10.15804/IW.2018.09.10
PDF: iw/09_1/iw9110.pdf

Internalised Norm and Usage: An Introductory Survey on Italian Native Speakers

Over 30 years after the publication of the list of 35 traits characterising the “medium [i.e., between formal and informal] register of Italian”, this sociolinguistic label is commonly accepted, although many researchers have improved and modified its description. However, teachers in Italian schools have not proven to be particularly sensitive to the widening gap between norm and usage and still teach a variety of Italian that is not found anywhere else but in the classroom. Unfortunately, insufficient research has been conducted so far on the differences between the norms that Italian native speakers learn in their school years and their actual linguistic behaviour. Which traits of the IUM (italiano dell’uso medio) pass unnoticed, which are detected but considered acceptable, and which are classified as mistakes are still up for debate.
This study illustrates a survey involving native speakers of Italian coming from different geographical areas and social backgrounds who were invited to comment on the language used in newspaper articles containing IUM traits. Of course, this survey is part of a larger research project and is not considered to be exhaustive; however, it proves useful in testing the most effective procedures to administer the questionnaires and select the informants. In addition, preliminary results show a strong influence of the linguistic norm taught at school on the assessment not only of IUM traits but also of a range of other traits contributing to the linguistic reference model used by Italian native speakers.

A oltre 30 anni dalla pubblicazione dei 35 tratti dell’italiano dell’uso medio (IUM), pur in presenza di successive osservazioni e puntualizzazioni, si può dire che questa etichetta linguistica sia ormai condivisa da tutti gli studiosi. Tuttavia la scuola non sembra essere stata particolarmente ricettiva delle variazioni nella distanza tra la norma e l’uso e continua a imporre una varietà di italiano che ormai può essere considerata a sé stante. Purtroppo mancano studi che permettano di valutare la discrepanza tra norma interiorizzata e comportamento linguistico negli italofoni: poco sappiamo di quali tratti dell’IUM passano del tutto inosservati, quali sono rilevati ma ritenuti accettabili e quali ancora censurati.
Questo contributo rende conto di alcuni sondaggi su parlanti italiani diversificati per provenienza geografica, età, sesso e livello di istruzione, chiamati a esprimere un giudizio su testi giornalistici in cui era presente o è stata inserita ad arte una selezione di tratti dell’IUM. I sondaggi non possono ovviamente dirsi esaustivi e rappresentano solo le prime fasi di uno studio più ampio. Ciononostante, oltre a testare le modalità di somministrazione dei questionari e di selezione degli informanti stessi, i risultati evidenziano la forte influenza della norma interiorizzata sui giudizi, influenza che non si limita ai tratti dell’IUM considerati ma che investe tutta una serie di altri fenomeni che rientrano nell’italiano scolastico e che contribuiscono a formare il modello di riferimento vigente presso la comunità italofona.

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